note di settembre e ottobre 2004

 

26 ago 2005

A fine giornata lavorativa, praticamente sfinito, come sempre più spesso mi capita, scorrazzando in rete, mi imbatto nel sito che come cito testualmente "nasce per fornire informazioni sull'attività dell'Associazione Les Amis de Robespierre di Vasto e per dare notizie intorno all'Incorruttibile, alla Rivoluzione Francese e ai grandi movimenti culturali del XVIII secolo." Segue la derivazione di iniziative concrete sul territorio. L'associazione è di Vasto, Abruzzo "che a pensarci, non ci puoi credere!". La schiera dei resistenti è sorprendentemente variegata.

22 ago 2005

Nella serata di ieri mi è stata data occasione - ringrazio qui chi ha proposto il titolo - di vedere un film che difficilmente proporranno in televisione. Se non bastasse ciò per provare a reperirlo in home video si aggiunga che è danese, del 1954 e che ha vinto il Leone d'oro nel 1955. Il film è "Ordet" di Dreyer. In una ambientazione fredda e patriarcale, una figura ieratica parla come un profeta, come il cristo. I religiosissimi familiari lo stigmatizzano quale pazzo e solo per affetto parentale non lo fanno rinchiudere. Tra moniti e profezie di lutti sparsi dal figlio veggente, si dipana la storia del villaggio, che si caratterizza per le grottesche contraddizioni frutto di una religiosità miope quando non ottusa. Nessuno è risparmiato: sette (capo ed adepti), chiesa (pastore ed anime), scienza (medico e malati). Il finale che apre gli occhi anche ai sonni più profondi apre agli interrogativi di sempre su questi temi lasciando con un'amara conclusione: ragione e follia non hanno caratteristiche intrinseche ma la società li sancisce sulla base degli effetti. Il pazzo è il perdente, chi vince, alla fine, risulterà di volta in volta visionario, veggente, illuminato.
21 ago 2005
"Libertà non vuol dire godersi la vita, ritenersi assolutamente autonomi.". Il papa alla convention della gioventù cattolica 2005. Allora: è lui che provoca o sono io che sono troppo suscettibile?
20 ago 2005

In questi giorni mi assilla il pensiero che utilizzo acqua potabile per scaricare il water. Che poi significa più o meno: prelevare acqua in un bel posto in montagna; trasportare la stessa in una rete sovraddimensionata per ovviare alle tante perdite presenti, condizionarla sistematicamente per "potabilizzarla" con l'aggiunta di elementi chimici appositi (es. cloro); monitorarla in continuo per accertarne la sicurezza, contabilizzarla al contatore per esigere il dovuto a consumo, scaricarla nella tazza per trasportare via i prodotti della mia digestione.

Non mi scende, non lo accetto e mi viene da pensare a come ovviare alla situazione. Penso a quale acqua utlizzare in alternativa: mi lavo i denti e mi rado con un catino in modo da conservare acqua con un pò di sapone per il water.

La trafila degli studi mi spinge subito a pensare a qualcosa di più automatico. Ad un impianto, probabilmente, in grado di dare sistematicità al mio proposito di riciclo. Nello stesso momento insinua il dubbio, sempre più presente, che la mediazione delle macchine e degli impianti sia proprio la chiave della nefasta separazione tra causa ed effetti, risorse ed obiettivi. Si usa acqua potabile per tirar via il digerito perchè l'impianto è più semplice così e non si vede cosa ci passa dentro. Il bene essenziale, del quale ci si lamenta se sa un pò più di cloro rispetto agli anni passati gettato letteralmente nel cesso da un impianto che funziona molto bene da quando hanno costruito il palazzo.

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Pedala, Pedala!

19 ago 2005

Indecisione, come sempre, prima di partire, mi sollevo dal lettino, non senza un piccolo sbandamento dovuto al protrarsi della posizione sdraiata. Ancora in mano il libro, almeno un'oretta di lettura gustata prima di prendere sonno. Non ci sono più scuse: il pranzo si è concluso da più di tre ore, sono le 18, il mare è solo leggermente increspato.

Occhiali da sole e libro nello zainetto, occhialini da nuoto fuori. Stretta al laccio del costume, quarto buco per il cinturino dell'orologio per evitare che balli su e giù.

La temperatura dell'acqua conferma la scelta di lasciare la muta nello zaino. Passi brevi e lenti per bagnarsi piano prima di immergersi completamente. Gli occhialini sui capelli bagnati per farli stare a posto: si va.

Medio Adriatico abruzzese, non più trasparente come a maggio. Vento e corrente da sud. Il porto, più di un chilometro e mezzo verso sud: almeno mezz'ora di nuoto.

Prime bracciate di tentativo, per entrare in sintonia, per sentire le spalle girare e poter smettere il prima possibile di pensarci. Poi si comincia a scivolare nel verde-blu.

La testa sott'acqua e il rumore liquido delle onde. Il su e giù del controcorrente restituisce riferimenti remoti e incostanti sulla terra ferma.

La respirazione a sinistra fa perdere lo sguardo tra acqua, cielo e qualche gabbiano. Le ore in piscina non sono sprecate, queste sensazioni valgono tutte le vasche noiose e defatiganti percorse. Con il cuore allenato al ritmo della bracciata, la testa può divagare e gustare il fluire nell'acqua, libera da tutto.

Un gavitello consunto dalla salsedine sembra, da lontano, la testa di un bagnante.

Cubi di cemento e sassi del porto sempre più vicini. Le braccia solo un pò più stanche e le gambe a supporto, sempre meno discreto, della nuotata.

Ancora voglia di nuotare, all'arrivo, quando i piedi cauti toccano i blocchi sott'acqua carichi di alghe e mitili. Viscidi.

Tornando indietro a piedi, il mare dalla riva suona diverso.

16 ago 2005

Ho appena finito di leggere "il cuore nero di Paris Trout" di Pete Dexter e ho apprezzato almeno quanto certi romanzi di Ellroy o i due di Tim Willocks. A seguire, "The End" l'ennesino (cioè scritto da Garth Ennis) racconto a fumetti con protagonista Frank Castle "il Punitore". Tremendo ed imperdibile come e più dei precedenti, niente remissione di peccati, fino alle estreme conseguenze.

Mi spiace che Tim Willocks non abbia pubblicato più niente dopo "il fine ultimo della creazione" e "Re macchiati di sangue"

Colonna sonora: The Cult - Pure Cult

2 ago 2005
20 anni fa neofascisti fecero strage alla stazione di Bologna nel modo vile che è loro consono.
1 ago 2005

Lunedì mattina a valle di un week end intenso e sudaticcio (di Nanni Moretti). Nelle due serate di Soundlabs a Roseto ho potuto vedere almeno un paio di cose che mi avrebbero spinto anche a trasferte più imegnative. Sabato sera Offlaga Disco Pax in una esibizione rigida e ironica insieme a conferma di un approccio fin troppo manifesto già dal disco e nel blog in rete. Per alcuni, me compreso, ovviamente, un bel po' di immaginario e di lettura condivisi degli eventi e dei personaggi dalla metà degli anni settanta in poi. Il cantante è come lo immagini da "Tono metallico standard". Il suono minimo e artificiale, non certo alieno per le tante cose sentite negli anni ottanta e non, mette un po' di tristezza e marca la distanza tra "noi" e "loro", tra quelli che ci hanno creduto veramente e insieme sanno guardarsi dall'esterno e quelli che marciano allineati convinti di essere davvero liberi.

Ieri sera, sabato, Yuppie Flu. E' la prima volta che li vedo in concerto con la nuova formazione e mi sono sembrati migliori dell'ultima volta (almeno un anno e mezzo fa). Bel concerto, con pochi fronzoli ed una notevole carica. Il suono è decisamente quello che mi piace ascoltare in queso momento.

Nota stonata del festival lo scarsissimo pubblico a fronte di una organizzazione dimensionata per almeno cinque volte gli spettatori presentatisi. I prezzi alti? La concomitanza i decine di altre manifestazioni? L'assenza di nomi di più ampia risonanza? Boh. Fatto sta che non c'è una bella atmosfera ad un concerto nel quale, in pieno show, si può passeggiare a ridosso della transenna davanti al palco.

Tra le altre facce note incontrate dopo un po' di tempo di assenza, la prof. sociologa, forse influenzata dalle reponsabilità educative verso la prole nel frattempo intervenuta, che mi consiglia di definire "pensierini" questi testi rilasciati in rete. Ci penso su.

Colonna sonora: Yuppie Flu - Automatic But Static.

26 lug 2005

Non riesco a mollare, le attività lavorative trascinano in un vortice che non pare lasciare scampo. L'investimento e l'impegno relativo profuso fino ad oggi erano finalizzati a questo?

Intorno, la strategia del panico sociale è in pieno dispiegamento. Il nemico in casa, il terrore per le strade, lo stato di assedio sono gli argomenti a supporto della necessità di ridurre gli spazi di libertà individuale. Lo stato che nulla può per alleviare le crescente disparità fra i cittadini si fa gendarme-giudice-boia quando ti insegue per la strada e ti spara in testa. Gli avvenimenti di questi giorni sono sintomatici: tutti coloro che sono contro la libertà degli individui si schierano compatti in due fazioni opposte e speculari. I modi, infatti, sono analoghi: pensiero unico, mobilitazione militare violenta, libertà individuali sospese, niente stato di diritto.

06 giu 2005

Una buona notizia: il parlamento europeo ha votato contro la proposta di introduzione di brevetti sul software. La conoscenza ed i linguaggi per trasmtterla devono restare patrimonio condiviso ed utilizzabile da tutti. Si può brevettare un meccanismo non le equazioni che esprimono le sue leggi di funzionamento.

02 giu 2005

Giorni strani e sospesi. Attesa e riflessione. Potenza e freno.

Colonna sonora: Wilco - A gost is born.

01 lug 2005
Qualche immagine della mia prima volta in Sardegna. (foto rimosse per vetustà)
29 giu 2005

Colonna sonora: Offlaga Disco Pax - Socialismo Tascabile.

Ringrazio qui chi mi ha messo la pulce nell'orecchio. Per questa e per altre mille pulci che fanno un pezzo di quello che sono.

Il disco, declamato su una base elettronica che per la mia generazione è qualcosa di familiare come i jingle dei videogiochi da bar e le sigle dei primi cartoni made in japan, parla, con la freddezza ostentata che ci appartiene, del dolore per quello in cui abbiamo sempre creduto e non visto realizzarsi. Scorrere i brani è captare segnali di altri simili naufraghi in un posto che non ci è familiare.

28 giu 2005

Finalmente il caldo duro che mi piace. Non è ai livelli che vorrei ma ci si avvicina. A questo proposito un appello: SE PROPRIO DOVETE UTILIZZARE I CONDIZIONATORI D'ARIA, REGOLATELI AD UNA TEMPERATURA NON INFERIORE A 3-4 GRADI RISPETTO A QUELLA ESTERNA. Consumano tanta di quella energia che dovrebbero essere banditi. Ingiustizia, guerra, inquinamento sono sinonimi di consumi scellerati a scapito di coloro che non sono nelle condizioni di permetterseli.

Per andar dietro a Lorenzo, mi cimento nell'intervista dell'estate

Che stai facendo? Lavoro.
Che cosa cerchi? ...
Hai uno scopo? No.
Dove ti trovi? In Italia.
E come vivi? m'ingegno.
Di dove sei? Abruzzese.
Qual è il tuo aspetto? Più tirato di un tempo.
A cosa pensi? A me stesso.
Qual è il tuo impegno? Buono.
Ed il tuo tempo? Denso.
Che risultati hai? Alti e bassi.
Che risultati hai? Alti e bassi.
Come va il mondo? Male.
Che cosa fai? Vivo.
Quando sei in forma? Nuoto, pedalo,corro.
Innamorato? Sempre.
E lei ti ama? Boh.
Come va il mondo? Male.
Che dice il cielo? Ride.
Sei felice? A volte.
Hai distrazioni? almeno 5 .
E la salute? Buona.
Cosa ti piace? Vivere intenso.
Tra il dire e il fare? Il mare.

22 giu 2005

L'estate pare arrivata, le temperature sono finalmente elevate e le cose mi paiono decisamente migliori di un mese fa.

Il fine settimana scorsa in Sardegna, con tutta probabilità, ha segnato un punto di interruzione di quella fase che ha segnato le riflessioni precedenti. Non vedo cambiato il contesto, ovviamente, ma riesco a pormi diversamente rispetto agli avvenimenti di per se tragici e tendenti all'instabilità.

Le disparità sono in aumento ed il mondo si fraziona in gruppi sempre più settari, riuniti, di volta in volta, intorno a slogan estemporanei che definiscono, a seconda dell'opportunità, "valori", "credo", "morali". In questo quadro scemano le prospettive di elaborazione di soluzioni utili per la maggior parte delle persone e del pianeta. Le lobby, minoritarie, si fanno più intransigenti e determinate nel perseguire, con ogni mezzo a disposizione, interessi miopi di parte. Il principio di "pensare globalmente ed agire localmente" suona inaccettabile da coloro che si sentono talmente disperati da dover agire anche ai più alti livelli per interessi assolutamente particolari.

29 mag 2005

Le cose non vanno. Non ci sono dubbi.

Con un aproccio da bicchiere mezzo pieno se ne potrebbero trovare molte ma non ho la forza di farlo.

Esco da un inverno duro ed interminabile con le menbra stanche e la testa remissiva.

Leggo "The Boondocks".